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martedì 13 febbraio 2018

LA LEGGENDA DI SAN VALENTINO


Si racconta che bella ragazza, di nome Serapia, abitava in una piazza di Terni.
Passando spesso di lì un giovane centurione, di nome Sabino, la osservò più volte e se ne innamorò. Solo che Sabino era un centurione romano pagano e Serapia era Cristiana e così il ragazzo ricevette un secco rifiuto da parte della famiglia di lei, quando andò a chiedere la sua mano.
Allora, la giovane ragazza gli suggerì di andare dal loro Vescovo Valentino per ricevere il sacramento del battesimo e diventare Cristiano.
Sabino per amore di Serapia si fece battezzare.
Ma, quando questo ostacolo era stato sormontato, ne giunse uno molto più grande: si scoprì che Serapia era affetta da una forma di tisi avanzatissima. La notizia portò alla disperazione sia i genitori che il giovane legionario romano.
L’unica cosa che rimase da fare era quella di far venire il Santo Vescovo presso il letto della moribonda. Sabino chiese di essere unito in sposo alla sua amata. Il giovane centurione supplicò il Santo di non separarlo da lei perché altrimenti la sua vita sarebbe stata un insopportabile e un lungo martirio.
Il Vescovo Valentino alzò le mani e, mentre li benediceva, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l’eternità.

Da allora San Valentino è stato considerato dell' amore e il 14 febbraio le coppie si scambiano regali per suggellare un impegno d'amore..

venerdì 22 dicembre 2017

LA LEGGENDA DELLE GHIRLANDE DI NATALE



In Germania, un deliziosa leggenda racconta che tanto tempo fa, la vigilia di Natale una madre di famiglia era tutta indaffarata a pulire la sua casa per le feste di Natale.
 I ragni che si trovavano nella casa si rifugiarono in soffitta . Quando la casa fu pulita i ragni uscirono della soffitta e con prudenza scesero la scale sulla punta delle loro otto piccole zampe per vedere cosa era successo.
Che meraviglia ! che bell' albero di Natale. Per i ragni era una cosa nuova e nella loro felicità cominciarono a salire e salire senza accorgersi che avevano ricoperto l'albero di mille file grigi e polverosi.
Quando Babbo Natale scese dal camino con i sue regali vide l'albero tutto ricoperto di ragni e di fili. In un primo momento si mise a ridere nel vedere la felicità dei ragni, poi pensò alla signora che aveva preparato l'albero e pulito la casa per il Natale.
Magicamente Babbo Natale trasformò i fili tesi dai ragni in fili d'oro e d'argento, l'albero era di nuovo scintillante e più bello di prima.Ecco perché decoriamo i nostri alberi di Natale con le ghirlande.

mercoledì 19 aprile 2017

HOLI; LA FESTA DEL COLORE



E' conosciuta in tutto il mondo come la “Festa dei Colori”. È una delle più importanti festività della religione induista, ed anche una della feste più amate da tutta la popolazione indiana.  Viene celebrata in ogni parte dell’India, ma anche in altri paesi con una grossa presenza induista.
Il giorno di Holi cade l’ultimo giorno di luna piena del mese induista chiamato Phalgun, che corrisponde più o meno al periodo che va da metà febbraio a metà marzo. I festeggiamenti, tuttavia, iniziano già dal giorno prima e, in alcune regioni dell’India, possono prolungarsi fino ad una settimana
 E' una festa gioiosa, una sorta di inno alla vita per celebrare il trionfo del bene sul male. È anche la festa della fertilità, che segna il passaggio dal gelo dell’inverno allo sbocciare della primavera, il periodo in cui la natura fiorisce a nuova vita.
È una festa molto antica: le prime celebrazioni della festa  risalgano addirittura a 300 anni prima della nascita di Cristo.
Bambini, adulti, anziani, tutti si riversano nelle strade vestiti di bianco e cominciano a rincorrersi, a danzare, a scherzare e a lanciarsi addosso acqua mescolata con polveri colorate. È un tripudio di balli, canti, grida gioiose e tanti, tanti colori. Nessuno è escluso dal lancio dei gavettoni colorati.
 Ogni colore ha un suo significato particolare: il verde rappresenta la vitalità, il blu la calma e l’armonia, l’arancione rappresenta l’ottimismo e il rosso la gioia e l’amore.
Dopo aver “imbrattato” la propria vittima si esclama a gran voce: “Bura Na Mano Holi Hai!”, che significa: “Non ti preoccupare, è Holi!”. Durante questa giornata di festa, infatti, le regole della vita di tutti i giorni vengono meno e anche le rigide strutture sociali si trovano ad essere sovvertite. Per un giorno, ricchi e poveri si ritrovano a festeggiare assieme, ogni barriera di divisione fra le caste viene abbattuta. Anche le donne che, troppo spesso, si trovano a vivere in condizione di inferiorità rispetto agli uomini, possono finalmente prendersi la loro rivincita. In alcuni villaggi è addirittura usanza che le donne picchino scherzosamente gli uomini con dei lunghi bastoni.
Dopo la giornata di frenetici festeggiamenti, la sera le persone si riuniscono con i propri parenti e amici, si scambiano auguri e regali, mangiano Shakarpari e trascorrono assieme gran parte della notte, in modo da condividere questi momenti di gioia con le persone a cui vogliono più bene.

venerdì 25 dicembre 2015

La leggenda di Babbo Natale

Tanto tempo fa in Lapponia viveva un vecchietto che si chiamava Natale..
Egli abitava in una capanna nel bosco, circondato da abeti, vicino ad un allegro ruscello.
Natale passava le sue giornate coltivando il suo orto, accudendo le sue renne, intagliando il legno.
Amava vestirsi sempre di rosso, il suo colore preferito.
Aveva una lunga barba bianca e amava aiutare i suoi vicini.
Il suo desiderio più grande era quello di poter aiutare gli altri in modo più concreto.
Una sera fece un sogno: _ Un grazioso angioletto, con una soave vocina gli disse che al mondo c'erano tanti bambini poveri che non potevano permettersi i giocattoli che altri bimbi più fortunati avevano in dono. Il cuore dell'angelo era talmente colmo di tristezza che una lacrima gli rigò il viso.
Natale, che aveva un cuore tenero, chiese all'angelo cosa poteva fare per regalare un sorriso a questi poveri bimbi. L'angioletto gli disse che se veramente li voleva aiutare doveva caricare  di doni la sua slitta trainata dalle renne e consegnare un giocattolo ad ogni bimbo nella Notte Santa.
Natale chiese all'angioletto dove potesse trovare tanti doni e come poteva entrare in tutte le case dei bimbi in una sola notte. Egli gli rispose che lo avrebbe aiutato Gesù Bambino.
Fù così che Gesù Bambino nominò Natale papà di ogni bimbo e lo nominò Babbo Natale.
I primi giocattoli consegnati ai bimbi erano tutti opera di Babbo Natale che costruì con le sue mani bambole, macchine, pupazzi .
Gesù Bambino pensò che Babbo Natale avesse bisogno di aiuto, quindi gli mandò degli Elfi, che altro non erano che piccoli angeli, che lo aiutavano a costruire e caricare la slitta di doni, per poterli consegnare in tempo per la notte di Natale.Inoltre Gesù fece un piccolo miracolo: diede alle renne la facoltà di volare in cielo...

mercoledì 9 dicembre 2015

Leggenda (cristiana) del vischio

C'era una volta un vecchio mercante che viveva da solo in un paesino tra i monti. Non si era mai sposato e non aveva amici.
Una notte, non riusciva a prendere sonno.si affacciò fuori e vide tante persone che andavano verso lo stesso luogo.
Dalla folla delle mani si tesero verso di lui e delle voci gli dissero:_ Fratello non vieni?
Ma ce l'avevano proprio con lui? Lui non aveva fratelli, era solo un mercante e, per lui, erano solo clienti.
Tutta la vita era stato avido ed avaro, non gli importava niente di nessuno.
Si chiese dove stessero andando tutti ed, incuriosito, si unì ad un gruppo di vecchi e di bambini.
Gli sarebbe piaciuto avere tanti fratelli, ma, quante volte li aveva ingannati piangendo miseria per vendere più caro? E quante volte aveva speculato sul bisogno dei poveri?
Aveva sempre preso e mai donato.
Eppure, nonostante il suo cuore gli dicesse che quelle persone non potevano essere suoi fratelli, tutti gli camminavano a fianco.
Giunsero davanti alla Grotta di Betlemme. Tutti entravano con un dono nonostante la loro povertà, e lui che era ricco era a mani vuote.
Davanti la grotta s'inginocchiò ed esclamò:_ Signore ho trattato male i miei fratelli, perdonami.
Poi iniziò a piangere appoggiato ad un albero che si trovava di fronte alla grotta.
Pianse tanto ed il suo cuore cambiò.
Alle prime luci dell'alba quelle lacrime divennero due perle in mezzo a due foglioline.
Così nacque il vischio.

martedì 8 dicembre 2015

Leggenda nordica sul vischio

La leggenda del vischio si associa alla Dea Anglosassone Freya, sposa di Odino, protettrice dell'amore e degli innamorati.
La Dea aveva due figli: Balder, buono e dolce, e Loki, cattivo ed invidioso del fratello. Freya cercò di proteggere Balder dalla cattiveria del fratello cercando aiuto a Fuoco, Acqua,Terra,Aria e a tutti gli animali e le piante della terra e del mare.
Loki, però, scopri che la madre aveva dimenticato di chiedere aiuto ad una pianta: il vischio.
Con i rami di questa pianta egli intreccio un dardo appuntito che consegnò al Dio cieco dellInverno, il quale, lo lanciò colpendo Balder che morì istantaneamente.
Freya, venutolo a sapere, pianse tutto il suo dolore sul corpo del figlio morto. Le sue lacrime, a contatto del vischio si trasformarono in bacche perlate e, magicamente, Balder torno in vita.
Freya, piena di gratitudine, iniziò a ringraziare chiunque passasse sotto l'albero, su cui cresceva il vischio, con un bacio.
Da qui la tradizione che chi sta sotto il vischio va baciato...

lunedì 7 dicembre 2015

Il vischio

Al vischio sono legate tante leggende.
I Celti lo consideravano una pianta sacra dono degli Dei . Secondo una leggenda nordica , il vischio, aveva il potere di tenere lontano la disgrazie e  le malattie.
L'usanza di appendere questo ramoscello sulla porta di casa, durante il periodo natalizio, risale alla tradizione celtica e druidica secondo la quale la pianta aveva il potere magico di far deporre le armi al nemico.
Proprio per questa credenza  oggi il vischio è un augurio di pace e serenità e, appenderlo alla porta di casa, regala amore ed armonia a chi vi abita.